Visualizzazione post con etichetta storia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta storia. Mostra tutti i post

giovedì 5 ottobre 2017

L'Homo Sapiens ha lasciato l'Africa in seguito a un deciso cambiamento climatico

I genetisti hanno scoperto già da alcuni anni che la nostra specie, l'Homo Sapiens, proviene dal Corno d'Africa; le cause che hanno portato alla diaspora rimanevano però oscure.

Un cambiamento climatico è stato da sempre considerato il maggior indiziato ma nessuno aveva ancora fatto analisi finalizzate a confutare questa ipotesi.
Alcuni scienziati hanno scoperto che, circa 70.000 anni fa, il clima nel Corno d'Africa è passato da una fase umida, chiamata "Green Sahara", ad una arida che corrisponde a ciò che vediamo oggi in quella regione.

I ricercatori dell'Università dell'Arizona hanno tracciato il clima del Corno d'Africa, partendo da 200.000 anni nel passato analizzando i sedimenti oceanici campionati nella parte occidentale del Golfo di Aden. Prima di questa ricerca non c'era alcun record circa il clima dell'Africa nordorientale al tempo della migrazione umana fuori dall'Africa.
La ricerca è stata pubblicata online questa settimana. "I nostri dati dicono che la migrazione è avvenuta dopo un grande cambiamento ambientale. Forse la gente è andata via perché l'ambiente si è deteriorato", hanno detto gli scienziati. "La desertificazione potrebbe essere stata la forza motrice per la migrazione".

La prima sfida è stato trovare il sito adatto in cui reperire i sedimenti più vecchi. I ricercatori hanno chiesto l'aiuto dei curatori del "Repository di Lamont-Doherty Core", che custodisce i campioni di sedimento di ogni area marina ed oceanica. I curatori hanno trovato un campione raccolto dal Corno d'Africa nel 1965 che poteva essere adatto. Quel campione ha reso dati fino a 200.000 anni nel passato.

Dalla materia organica residua (alkenoni di alghe marine e resti vegetali continentali) sono stati ricavati i dati della temperatura e di pioggia con un intervallo temporale di circa 1600 anni.

I risultati del team sono corroborati da ricerche di altri investigatori che hanno ricostruito il clima regionale utilizzando dati raccolti da una formazione di grotte in Israele e dalle analisi di sedimenti provenienti dal Mediterraneo orientale. Questi risultati suggeriscono che questo evento di aridità è avvenuto a scala molto ampia, ovunque nell'Africa nordorientale.

Link alla pubblicazione

credit:Pixabay

sabato 29 marzo 2014

Il Macigno, la pietra dura e resistente con cui è stata costruita Pistoia

"Avere la testa dura come un macigno". Quante volte nel gergo popolare abbiamo sentito questo nome che ha sempre indicato una pietra grossa, resistente e pesante: è un termine molto antico che proviene proprio dal suo utilizzo, ovvero la costruzione delle mole per macinare il grano grazie alla sua resistenza all'abrasione, dovuta all'alta presenza di quarzo nella sua composizione.

Il primo utilizzo in geologia si ha nel 1903, all'interno del Foglio n.97 della Carta Geologica d'Italia proprio sulla nostra montagna, ovvero S.Marcello Pistoiese. La sua genesi è legata alla geologia della nostra penisola: queste rocce rappresentano i depositi cosiddetti di "avanfossa", ovvero del bacino che stava fra la penisola balcanica e gli Appennini, formatosi fra 28 e 20 milioni di anni di anni fa; era quello che adesso è rappresentato dall'Adriatico, ovvero un bacino che riceveva i sedimenti erosi dalle Alpi e che giungevano in questa fossa sotto forma di vere e proprie frane sottomarine chiamate "torbiditi", termine coniato da Migliorini, un geologo dell'Università di Firenze e usato in tutto il mondo.


L'avanfossa è un bacino creato dalla inflessione della crosta continentale,
sotto la pressione degli appennini che si muovono verso la penisola balcanica.
In questo bacino arrivano i sedimenti delle Alpi in forte erosione sotto forma di torbiditi.






Inizialmente l'area considerata come macigno era molto estesa, tanto che furono definiti un "Macigno del Chianti" e un "Macigno del Mugello" per distinguere i diversi tipi di depositi; con il tempo e successive modifiche assieme all'affinamento della ricerca, si è arrivati a definire l'Arenaria Macigno soltanto quella denominata "del Chianti".


Il Macigno era indicato con una colorazione marrone e sue sfumature,
qui ad esempio il foglio 107 della Carta Geologica d'Italia, II edizione, zona Monte Falterona.

Il Macigno e la Pietra Serena

L'arenaria cavata da queste rocce del Macigno è diventata molto famosa in campo architettonico con il nome di Pietra Serena, grazie al suo aspetto di color azzurrognolo come il ciel sereno; purtroppo è stata utilizzata in modo improprio, essendo una pietra pregiata per gli interni ma scadente se esposta agli agenti atmosferici

Numerose sono le aree di cava da cui è stata estratta (qui un link a un progetto dell'Università di Firenze al riguardo), che ha avuto un importante ruolo nell'architettura della città di Pistoia assieme all'arenaria del vecchio "Macigno del Mugello", oggi chiamata "Arenaria del Cervarola" e al calcare dell'Alberese: i maggiori palazzi storici e le Chiese sono costruiti con questa pietra.

La facciata della pregevole Chiesa di San Pier Maggiore a Pistoia costruita in arenaria,
utilizzata assieme al calcare Alberese e con particolari di costosissimo Verde di Prato.
Il suo utilizzo in zona si ha già con gli etruschi tramite il ritrovamento di alcuni cippi funerari e in età romana nella pavimentazione stradale rinvenuta nelle fondamenta del Palazzo Dei Vescovi; successivamente bisogna aspettare la rinascita della città come libero Comune per poter apprezzare la nuova veste architettonica proprio grazie all'utilizzo del Macigno (e calcare Alberese) come risorsa lapidea principale.

Cippi funerari di epoca etrusca,
riutilizzati nelle fondamenta del Palazzo dei Vescovi.
Pistoia, Percorso Archeologico.
Bisogna segnalare comunque che anche in tutte le costruzioni minori della città si faceva ricorso al Macigno anche se in una modalità differente: molte delle abitazioni ancora in uso sono state costruite fino al secolo scorso con ciottoli di fiume (principalmente della Brana e dell'Ombrone) e questi non sono altro che frammenti erosi di Macigno (o di Cervarola, secondo il luogo di provenienza); quindi è lecito dire che la città di Pistoia deve la sua stessa esistenza a questa pietra, questi frammenti erosi dalle Alpi tanti milioni di anni fa e trasportati tramite una frana sottomarina sul fondo di un bacino che adesso si trova quasi a duemila metri di altezza e non è altro che la nostra montagna, che cinge Pistoia come una corona di solida roccia.

giovedì 13 febbraio 2014

La Disciplina della Terra

"Me ne stavo qui, con gli occhiali al soffitto a innamorarmi dei colori delle cose ma desiderare non basta, da così lontano non basta. Ora ho un contratto con gli angeli e ti ritrovo di sicuro, vita, in qualche mese d'agosto accecante o in un tempo meno illuso che vuoi tu.

Perché la vita non va così, è la disciplina della Terra."

Ivano Fossati
Atacama - da Wikimedia.org

2009. In un attimo ho cambiato direzione alla mia vita, che stava percorrendo da molti anni la stessa strada, senza deviazioni; la voglia di cambiamento era già nell'aria da molti anni ma la sicurezza, la comodità, il pigro lasciarsi trascinare avanti per giorni, mesi, anni, mi ha sempre fatto rimandare questa scelta: cercare un cammino più emozionante e appagante.
Ho trovato una strada non certo sicura, non certo tranquilla, non certo semplice; sono passati cinque anni e forse solo adesso posso dire di riuscire a dare un senso a questo sentiero che sto percorrendo: lentamente la nebbia si dirada e vedo ciò che vorrei raggiungere o meglio, il percorso che vorrei seguire. 

La geologia è stata una rivelazione: scelta sulla carta, non ho mai dubitato un istante di averla fatta, trovandomi a riconoscere di aver avuto una vera e propria folgorazione per questa disciplina, la disciplina della Terra.

Una disciplina che non contempla solo il nome che la definisce ma anche acqua, aria, fuoco... Con un elemento in più: il tempo. Il quinto elemento della materia fa la differenza tra la geologia e tutte le altre discipline; un elemento che è nello stesso istante lento e veloce, che può essere circolare e lineare insieme, relativo ed assoluto.

Di geologia scriverò in questo blog, legata in qualche caso ad un'altra passione che non mi ha mai abbandonato nella vita: il viaggio, che può essere sia una meta lontana, magari esotica, oppure una camminata fuori l'uscio di casa. Se c'è una cosa che la geologia mi ha insegnato è che qualunque luogo, il più insignificante dei sassi ma anche una qualsiasi manciata di polverosa terra che potremmo prendere a caso fra le mani, hanno dentro di sé una storia meravigliosa fatta di milioni di anni, forze immense che si sono scontrate, energia...  acqua, fuoco, aria e chiaramente, terra.