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mercoledì 2 luglio 2014

GeoTrip #4/2 - Vulcano, la fucina di Efesto

Dopo la prima parte sul GeoTrip a Stromboli e la sua storia geologica, mi voglio soffermare su un'altra isola dell'arcipelago delle Eolie, Vulcano. Prende il nome dalla versione latina di Efesto, il dio del fuoco e della metallurgia; su questa isola i Greci vi trovarono i segni di una delle sue fucine dove forgiava manufatti famosi per la loro perfezione; nel V secolo avanti Cristo, Vulcano veniva descritta come "fumante di giorno e fiammeggiante di notte".

Come detto per Stromboli anche Vulcano (assieme a Lipari e le altre isole minori) fa parte di un arco vulcanico legato alla subduzione della crosta oceanica del Mar Ionio sotto la Calabria e il Mar Tirreno il quale, da una ventina di milioni di anni a questa parte, si sta distendendo verso sudest.

Schema tettonico della crosta oceanica ionica che subduce nel mantello terrestre,
proprio in corrispondenza delle isole Eolie.

A differenza di Stromboli, non c'è attività eruttiva in corso ma sul cratere è possibile osservare le fumarole, aperture nel terreno caratterizzate da una deposizione di color giallo dovuto allo zolfo, dove escono con temperature di diverse centinaia di gradi Celsius gas acidi quali acido solforico, anidride carbonica e monossido di carbonio per i quali sconsiglio di starci troppo a contatto e magari attraversarli come fanno molti turisti, esiste il rischio concreto di poter avere un malore, specialmente chi soffre di asma. 

Particolare di fumarola. Il colore giallo è dovuto alla deposizione di Zolfo.

Particolare di una bomba scagliata durante una eruzione con la cosiddetta fratturazione "a crosta di pane",
dovuta dalla differente velocità di raffreddamento fra la superficie e l'interno.

Seguendo il sentiero che parte dalla SP 178 e che porta fin sull'orlo del cratere girandovi attorno, è possibile ammirare il paesaggio che solo queste isole sanno offrire: la vista delle isole vicine come Salina, Filicudi, Lipari e più in lontananza Panarea e Stromboli, ripagano di una salita affrontata sotto il sole, su un terreno sciolto con pendenze molto ripide e se volgete lo sguardo verso sud, potrete scorgere l'Etna all'orizzonte.

Le isole Eolie (in lontananza Panarea e Strombli) viste dalla sommità del cratere di Vulcano


L'Etna all'orizzonte, visto dal lato sud del cratere di Vulcano.

L'attività delle fumarole si vede anche in mare: in una delle due spiagge che fanno parte dell'istmo che collega Vulcano a Vulcanello e chiamata appunto Spiaggia delle Fumarole (l'altra è detta delle Spiagge Nere e personalmente è più bella), è possibile ammirare i gas che escono dal fondo del mare e fanno gorgogliare l'acqua ma con temperature molto più basse: anche qui è pericoloso avvicinarsi soprattutto se si hanno difficoltà respiratorie, l'anidride carbonica è inodore, incolore ed è più pesante dell'aria e tende a rimanere sopra la superficie del mare, potreste essere colti da uno svenimento, quindi finire sott'acqua e rischiare più del dovuto! Inoltre i gas sono acidi e attaccano tutti gli oggetti metallici che potremmo indossare che non siano d'oro, sciupandoli. Toglierseli prima di entrare in acqua, quindi.

Effetto dei gas vulcanici che risalgono in mare.



Il Castello dell'inglese

Curiosa è la storia di James Stevenson che su Vulcano aveva aperto un'attività di estrazione dello zolfo alla fine dell'800. Pochi anni più tardi, un'eruzione di cui esistono testimonianze fotografiche, fece scappare a gambe levate il titolare e tutti gli addetti lasciando l'azienda da un momento all'altro e senza farvi più ritorno. La casa di Stevenson, chiamata adesso Castello dell'inglese, è l'abitazione più vecchia dell'isola.


Un appunto per chi fosse tentato da voler fare un bagno nella pozza dei fanghi che si trova vicino al porto: nonostante la passino come un'attività curativa e a pagamento, nutro qualche dubbio sulla effettiva salubrità di una ex vasca di decantazione di una miniera. Non essendoci però studi in merito, ognuno faccia tranquillamente la propria scelta consapevole.



Storia geologica di Vulcano

Il vulcano principale si trova a un'altitudine di circa 400 m, con il cratere che arriva fino quasi a 600 m, escludendo altri 1000 m che si trovano sotto il livello del mare.

Vulcano nasce geologicamente poco più di 100 mila anni fa, inizialmente con lave di tipo hawaiiano per poi diventare un vulcano con eruzioni ben più consistenti. Vengono riconosciuti diversi "periodi" di attività, alternati da fasi di quiescenza come in questo ma ad 80-100, 15-14, 8 e 5 mila anni fa, una serie di eruzioni con formazione e collassi di caldere hanno dato la conformazione attuale al vulcano.

Nel 183 d.C. secondo fonti storiche, si sarebbe formato quello che viane chiamato Vulcanello, una piccola isola a nordest del vulcano principale e collegato ad esso tramite un istmo.

L'ultimo momento di crisi di Vulcano è terminata nel 1995 quando le temperature delle fumarole aumentarono vertiginosamente, facendo temere il peggio per gli abitanti.

Rimangono molto singolari le descrizioni che ci ha lasciato Giuseppe Mercalli sulle eruzioni di Vulcano che comunque rappresentano una testimonianza diretta e una cronologia delle eruzioni di epoca storica.


mercoledì 11 giugno 2014

Stromboli Diary - Capitolo 1

Solo il rumore dello scafo che strappa la pelle di questo mare piatto e la squarcia, ferendola nella sua calma assoluta, mi accompagna mentre attraverso l'infinità del Mare Tirreno, questo mare blu su cui hanno navigato per millenni molti altri uomini in cerca di avventura, per soldi, per fame, in pace e in guerra. La brezza smorza il calore del sole di giugno e mi permette di respirare tutto quanto c'è di buono nell'aria da sopra il ponte della barca.

In lontananza, Stromboli.


Nei giorni scorsi è stato apparentemente calmo, addormentato direi. Non ha mai dato un segno della sua presenza, riaffermato il suo predominio sulle altre isole che abitano vicino a lui, "Iddu".
Poco fa invece le prime avvisaglie, una piccola colonna di cenere si è alzata nella foschia... Ho voluto interpretarlo come un saluto benevolo del padrone di questo mare a cui si affidavano gli antichi navigatori per orientarsi nella notte, ammirando le luci rossastre che illuminavano le notti già di duemila anni fa.


Il sole è ancora alto nel cielo e quindi posso permettermi di deviare dalla rotta per avvicinarmi alle piccole isole che, quasi come servitori, stanno a debita distanza dal loro padrone. Anch'esse testimoni di un passato turbolento, fatto di altri vulcani ormai estinti ed erosi, adesso mettono in mostra il loro glorioso passato: scogliere a picco sul mare, dove posso ammirare gli antichi fianchi cresciuti nel corso dei millenni, eruzione dopo eruzione con bombe, lapilli e cenere scagliati in aria dalle esplosioni che testimoniavano la loro presenza, la loro vita, chissà quanto tempo fa; gli antichi condotti dove il nostro mondo era connesso con le profondità della Terra dove il magma ribolle e si agita prima di attraversare la porta verso il nostro mondo.


Fra queste piccole isole, ormai tombe e lapidi di questi antichi vulcani, scorgo qualcosa che mi incuriosisce: in questo apparente mondo di morte, un segnale di vita arriva dal fondo del mare, increspature circolari sulla superficie e un flusso di bolle che risale con forza, rilasciando in aria il caratteristico, inconfondibile ed acre odore di zolfo, l'elemento del Fuoco.



C'è ancora fuoco sotto queste immobili isole come la brace sotto la cenere, un avvertimento su cui riflettere: quello che vediamo in apparenza non è come sembra, quello che sembra invisibile in realtà non lo è; la verità non si mostra così facilmente, solo chi ha testa e cuore riesce a vederla, gli altri rimangono incantati sotto un velo di bugia.

Un sussulto nell'aria, un ruggito sordo e profondo riecheggia improvvisamente: Iddu mi ridesta e richiama con i suoi segnali, sbuffi di cenere sempre più ravvicinati... Che si stia risvegliando?  

Giro il timone e punto dritto verso di lui.

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