Ricordo ancora quando per la prima volta sentii parlare di El Niño alla televisione. Sembrava che fosse la causa delle anomalie climatiche di quel maledetto 2003 in cui la siccità lasciò molte città a secco.
Il nome legato a questo fenomeno si basa sul fatto che si manifesta con ciclicità irregolare al largo delle coste pacifiche del Sud America sotto il periodo natalizio; El Niño si ispira quindi alla imminente nascita di Gesù Bambino.
E' tutta una questione di alisei.
Gli alisei sono i venti prevalenti che si muovono da est verso ovest alle basse latitudini. Sono generati, assieme agli altri venti prevalenti quali i "venti occidentali" e i venti polari, dalla combinazione del moto rotatorio terrestre che devia il moto convettivo dell'aria (chiamata "Cella di Hadley") che sale dalle zone equatoriali calde ed umide fino alle latitudini sub equatoriali, dove riscendono al suolo.
Trades: Alisei Westerlies: Venti Occidentali Immagine tratta da: WIkimedia.org |
Condizioni di El Niño |
Condizioni di La Niña |
Il video seguente spiega molto bene i concetti espressi, nonostante sia in lingua spagnola:
El Niño del 2015
Per quest'anno il NOAA americano ha confermato la presenza di El Niño fino all'estate e questo ha fatto prevedere una estate calda a secca nel Mediterraneo. Tuttavia il processo di circolazione atmosferica che lega Mediterraneo e Oceano Pacifico non è ancora del tutto chiaro, vista la sua complessità.L'immagine sotto rappresenta quello che il NOAA ha definito come ONI (Oceanic Niño Index), ovvero la variazione di temperature delle acque superficiali del Pacifico equatoriale. Quando si hanno più mesi consecutivi con temperature più alte di 0.5 °C si parla di El Niño, se sono più basse invece di La Niña. Si può facilmente notare come dall'autunno 2014 le medie trimestrali siano state sempre molto alte.
Fonte: NOAA |